Come ho fatto a trovare un editore/6 – Iniziamo con l’editing

Attesa

Torno a Roma con le ultime cinquanta pagine del manoscritto e mi preparo ad affrontare Mister G. Non ha risposto al mio messaggio – comprensibile, avrà ricevuto decine di messaggi – e appena uscito dall’aeroporto lo chiamo al telefono. Staccato.

“Sorry for Palazzo Chigi?”, chiedo a una coppia di turisti che si stanno imbarcando sulla metro gonfia di umanità. A Londra ho stampato una prima copia del manoscritto, mi sembra che il testo scorra e i refusi che ho trovato saranno sì e no una decina. La cosa migliore è andare direttamente da lui, mi dico.

L’epifania è appena passata, il governo è caduto, ma l’ufficio di Mister G c’è ancora. Il fatto è che pare sbarrato dall’interno. Un cumulo di foglie secche sono ammassate davanti all’atrio, di fianco alla transenna dei lavori in corso. Non c’è nessuno. Al messaggio non ha risposto, ma con una mail potrei avere più fortuna. Senza mettere del tempo in mezzo, digito l’indirizzo mail di Mister G, inserisco due righe di commento, aggiungo in allegato la prima bozza del manoscritto e invio tutto. La risposta arriva immediatamente.

Mister G mi chiede in modo brusco di avere pazienza, di attendere perché non leggerà molto presto, sebbene sia curioso. Così mi preparo ad attendere. Dall’Inghilterra ho portato con me una confezione di biscotti al burro che accompagno con birra e whisky davanti all’ultima stagione di Dexter. Mentre faccio un conto mentale delle royalties con un prezzo di copertina a tredici euro e cinquanta mi arriva all’orecchio un suono familiare. È arrivata una mail. È di Mister G. La spizzo come una carta da poker natalizio:

Schermata_G1

L’ultima immagine che ricordo è quella della mia mano che afferra la bottiglia di whisky accanto alla scatola dei biscotti completamente vuota.

Trascorre una settimana. Mi concedo euforico grosse spese al supermercato e suonate di campana al Bandana Republic per le mance più alte della serata alle bariste in short, tra un festival letterario in piazza e un giro d’amari con gli amici. Devo solo attendere, mi dico.

E “l’editing” comincia.

Foto: 16-35 Vinalhaven, Maine 1936 lobster fisherman

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