Come ho fatto a trovare un editore/2 – L’ufficio di Mister G

“Ah Balzoni quello degli animali… mi puoi aspettare due secondi?”

L’imponente Mister G traduce me e i miei sei quintali di paranoia all’interno di una stanza privata in fondo al corridoio, lontano dai bronzi all’ingresso. L’editore che appena pochi giorni prima mi ha reputato una via di mezzo tra Landis e Landolfi per fortuna ha già preso a parlare al posto mio.

editore1

“Mi devi scusare, vedo tanta di quella gente…”

Mister G dischiude le imposte, spiega con uno svolazzo la bandiera italiana arrotolata sull’asta e lascia entrare nel suo ufficio la luce della tarda mattinata. L’ufficio di Mister G è largo quanto dieci tavoli da biliardo professionali disposti a quadrato, l’arredamento è lo stesso della Camera dei Deputati – che poi scoprirò è esattamente il luogo su cui si affaccia la sua finestra – e dentro non c’è nemmeno un libro. Soprattutto, c’è nell’aria un odore dolciastro di profumo femminile da discount. “Proviene dai curriculum – mi spiega Mister G prendendo posto su un divanetto davanti a me – è marketing strategy”. Una mia amica che sta allo IED mi ha raccontato che spesso funziona davvero.

“Allora, i racconti non mi interessano… non si vendono”, ride lui gettando il pacco dei curriculum in una pattumiera.

Dalla finestra arrivano i botti di una protesta studentesca, i vaffanculo dei precari universitari. Mister G, gli occhiali da lettura in bilico sul naso, scruta porcino un malloppo di carta che tiene tra le mani. Avendo dimenticato a causa della tensione e della lunga attesa il motivo per cui sono lì – la pubblicazione dei miei racconti – non colgo immediatamente la gravità di quella affermazione.

Gli editori, che per lavoro hanno a che fare con i libri tutti i giorni, non si rendono forse conto che là fuori gente degli anni ottanta come me ha ormai mitizzato l’odore della colla e l’afrore della copertina rigida, noi non siamo abituati a domandarci chi vende quanto vende e cosa vende. E soprattutto se tuo figlio ti chiede per Natale il Lego Maxi Excavator tu glielo devi comprare non è che puoi dirgli: “Stellina, questo semestre Passione e ideologia non ha venduto quanto speravamo, devi accontentarti di Igor il trattore”. In quel momento non mi è chiaro perché Mister G, che mi aveva chiesto un incontro per parlare dei miei racconti, non è interessato a pubblicare i miei racconti.

“Senti questo passaggio: ‘Francesco usciva di notte per ululare alla Luna’… e quest’altro ‘Mi drogo delle facce della gente’ questa è narrativa e tu ce l’hai!”, mi fa entusiasta Mister G mentre si passa tra le mani la stampa dei miei racconti ingombra di note a margine e sottolineature. Legge gli estratti dai miei testi e beve da una confezione gigante di succo di frutta. Io non lo seguo, mi concentro sul fatto che Mister G non pubblicherà i miei racconti e mi domando “Ma allora chi gliele ha fatte, quelle note?”. “Un romanzo, quello sì mi servirebbe”, conclude poggiando il succo di frutta su un manoscritto rosa in cima alla pila degli esordienti.

cc-logo

Woman with lobsters – Jones, Leslie, 1886-1967

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *